Comparve una sagoma...indistinta,
scura, inespressiva, nera ed immersa nel nero dell'ombra, quasi indistinguibile.
Ebbi paura e rimasi impietrito
ad osservarla mentre usciva dal nulla verso la luce. Ci si immerse con
lentezza, ma inesorabilmente penetrò il piano invisibile che filtrava
di fianco .
Le linee del volto, appena abbozzate,
il naso, le labbra, evidenziati e celati dai chiaroscuri , mostravano
tratti lineari, semplici e quotidiani. Comparvero gli occhi, nascosti dietro
un velo d'ombra, la fronte, i capelli scompigliati ,le piccole orecchie.
Ora aquista una positura morbida,
non statica, ma immobile, gli occhi si svelano, si mostrano neri, vuoti
e mi fissano inespressivamente.
E' l'alba, adesso la luce si fa
più forte e ambrata, lo avvolge, il bianco e il nero, dopo interminabili
attimi di convivenza forzata e d'odio ora si abbracciano, si fondono. Ogni
sfumatura gli dona plasticità, gli occhi riflettono la luce, sento
il suo sguardo addosso.
La luce è forte, lo permea,
gli occhi, prima neri, si rivelano castani, macchiati di rosso, e così
pure i capelli, la sua pelle pallida, ora risalta di un colore morbido
e luminoso come quello della sabbia.
Dalla luce del tramonto traspaiono
i suoi pensieri, prendono forme colorate intorno a lui, ora il suo
sguardo è forte, intenso, mi sfida, lo osservo, ci osserviamo,
fissi e decisi; partecipiamo senza desiderio ad un gioco infantile. La
personalità di uno dei due schiaccerà l'altra, uno
dei due lascerà la presa, la posa, riderà!
E' notte, la luce della candela
trasporta i nostri sguardi, lui rimane impassibile, ma io non sono da meno,
la notte diventa un istante...
Torna l'alba, come quella che gli
diede la vita, torna la sua forza, sento la mia cedere e cedo.
Rido, tanto, di gusto, per ore
o, forse, per pochi secondi, mentre lui rimane impassibile...ha vinto.
Firmo la mia opera, appena sotto
la sua mano, e vado a dormire.

