Solita corrente, solita controcorrente attraverso il portone del museo...ed io, solito salmone, nuoto spintonando per raggiungere la
biglietteria. Di solito la possibilità di arrivare intatti oltre le scolaresche preliceali, assetate di azione più che di cultura,claustrofobiche, sressate perché rinchiuse, è estremamente
bassa, ma chi ce la fa perpetuerà nuovi metodi di sopravvivere...e io ce l'ho fatta!
Ora mi si para di fronte solo un'enorme sala, semivuota, attorno alla biglietteria satellitano solo intellettuali con la faccia
stirata dall'austerità, intellettualoidi post sessantottini, studenti universitari fricchettoni, ed un vecchietto squallido che si pettina
le sopracciglia con la saliva, specchiandosi sul vetro della biglietteria
ed affondando lo sguardo nella la scollatura della bigliettaia.
La mostra dei nuovi impressionisti ha richiamato, da lidi lontanissimi, esteti ed artisti
frustrati dall'ennesima implosione
dell'arte.
Riesco ad assaporarla, a farmi trascinare fino all'opera che ha condotto questa corrente fino alla fama..."la Fontana" ...dipinta da Pia Baliva, adorata da critici e profani per il caleidoscopio di mimiche grottesche che la animano.
Scorgerla in lontananza annichilisce i sensi, mi ruba ai suoni, agli odori, agli urti della folla che si accalca , alle stesse
immagini che foderano la mostra e mi trasportano sin dinanzi all'ossessione che ha guidato i miei passi dal mio ingresso alla stanza
dedicata al quadro...Il vecchietto della biglietteria! Ho tentato di evitarlo percorrendo la mostra al contrario da quando mi si è
afiancato con lo sguardo di chi ha tanta voglia di raccontare altrettante cose interessanti per lui e poche
persone al mondo che dubito si discostino dalla sua persona e pochi alterego.
Ora mi si para davanti, tra me ed il dipinto. Quando provo a
voltarmi per fuggire è troppo tardi...
-Voi ragazini guardate questo disegno senza sentimenti;
perchè non sapete che l'ho ispirato io! -sorrido e tento di indietreggiare per fargli capire che qualcosa mi attira verso la stanza
dietro di me, in cui non so cosa si trovi, ma che è sicuramente
più interessante di lui, temo non capisca il velato messaggio- Io adoravo dipingere, da giovane, tra gli altri artisti
in Piazza Navona.
Camminavo tutti i giorni dalla casa in cui vivevo ai Parioli fino alla piazza , posavo il cavalletto a terra e mostravo la mia tecnica
al mondo,
soprattutto quello femminile, non mi mancavano mai le donne!- nel dirlo
alza un sopracciglio e sorride, socchiudendo gli occhi- Tutti i pittori dipingevano in posizioni assurde, ripiegati sul quadro
a ritoccare particolari,
ma così nesuno può guardare ciò che fai, nessuno si
fermerà mai a guardarti e tu rimarrai becco!. Io dipingevo in posa
plastica tutti si accorgevano di me, sentivo gli sguardi di ammirazione
intorno, ed una volta una mi ha supplicato di avere uno dei miei dipinti
che ora è in mostra qui- me lo dice indicando una macchia sul muro
affianco ad un'altra macchia, questa, però, incorniciata- Così
ho conosciuto Pia!...Fu lei a chiedermi il mio quadro. Un giorno sono andato
a dipingere come al solito, ma c'era una nuova pittrice, ho subito catturato
il suo sguardo, mi sono piazzato proprio davanti a lei, affianco alla fontana
ed ho cominciato ad agitare il pennello sulla tela come non avevo mai fatto
prima di allora la mia opera cresceva, lei si muoveva con compostezza disegnava
osservandomi attentamente guardando fissa verso di me, io ho finto di non
vederla e lei si è sicuramente sentita trascurata perchè
ha comiciato a spostarsi fino a pararsi davanti a me, c'è
rimasta fino a notte e poi è andata via, il primo, il secondo, il
terzo giorno e così fino alla fine della settimana sembravamo
darci apppuntamento, io ero lì e lei pure...tutti i giorni alle
nove-comincio a non avere più voglia di vedere il quadro, ho il
panico di vederlo, tento di fuggire, ma mi accalappia di nuovo stringendomi
un braccio, questa volta capisce il mio sguardo- Il lunedì successivo
non venne. Aveva finito il quadro! Ma tra noi non poteva finire così,
ed eccola qui, puntuale come sempre dopo pochi giorni, mi si presentò
davanti e mi chiese il quadro. Sono andato via, tutto era andato come prevedevo.
-Abbasso lo sguardo per pensare ad un diversivo, fingere un attacco di
coliche e fuggire via in bagno, ma quando lo rialzo il vecchio è
già entrato nel campo gravitazionale dei glutei di una piacente
inserviente, davanti a me c'è finalmente il quadro, ma lui?
Dov'è?
Nel quadro c'è qualcuno che dipinge, ma è
una ragazza, la faccia disgustata resa impeccabilmente dalla pittrice è
un autoritratto, si studia a scuola!
Poi alzo lo sguardo e vedo le statue della fontana...
una di loro ha la sua faccia imbecille, è proprio vero! Baliva era
un'artista!