Le mie labbra, la schiena

Anche le mani stanche

E i sogni ansimanti

Le promesse, le strade, le idee

Sorrisi estorti al passante per caso

Vivo e laterizio inutile

Soppalco, ripostiglio

Magazzino di polveri

Androne che risuona

Piccola aria circolare

Grandi correnti di tempesta

In un angolo appoggiata

Una sedia di paglia e un’arpa

L’orizzonte, un filo

Un libro una foto

Un vecchio panorama

 

17 novembre 1998

 

Quello che ho lasciato nell’aria

Ricaduta pioggia di foglie

Velame sconnesso, parole all’incanto

Trattenere un istante

Senza nodi nella rete

Graniglie di purezza, lucenti frammenti

Potere e non poter dare termine

A nulla, passaggio

Un gesto, speranza

Dà volto la luna a questa strada

Di compagni di viaggio resta l’eco

Mille le cose eterne

E pochi gesti

Poi i silenzi.

 

12 novembre 1998

Acquisto qualcosa

Libretti, girandole, palline di vetro

Pezzi di carta, dadi, spillette

Qualcosa da nulla

Spago, tappi, cordicelle, bulloni

Pezzetti di vetro.

Raccolgo, conservo, ripongo

Purché nullità

Prendo a caso, senza pensare

Maneggio il tempo

Senza vedere

Solo per gusto

Far scorrere tra le mani

La memoria inutile

Fatta di sciocchezze

Il mio presente inutile

Fatto di cordini, matite smangiate

mollette

Perché questo

Per me

Abbandonato al caso degli oggetti

Scavato dentro dal morire e dal rinascere.

6 novembre 1998

Claire Morard

H. Moguié