A tu per tu 2
"Leggendo riviste e giornali, vedendo la tv, sono sommerso da tante notizie su artisti favolosi, pittori del futuro e attori straordinari. Poi, quando vado a vedere come stanno le cose, spesso resto deluso, talvolta profondamente. Come distinguere il buon grano dalla zizzania in un campo difficile come quello dell'arte?" Michele Rossini - Napoli
Carissimo Michele, esistono criteri infallibili della bellezza? Temo proprio di non. Quello che una generazione unanime mette in cima del paradiso estetico, può benissimo essere mandato in un lungo purgatorio, o addirittura nell'inferno, dalla generazione successiva. Anzi è proprio quello che avviene in genere, e pochi sono le opere e gli artisti che non hanno passato un o più periodi di incomprensione e di oblio. Perciò neanche il tempo - al quale si attribuisce questo privilegio - basta per rendere giustizia alla bellezza.
Cosa puoi fare? Educare il tuo gusto al contatto con la bellezza, lasciandoti guidare da persone colte, sapendo pero che non devi imitarle nel amare per forza le stesse cose e applaudire o fischiare insieme a loro, ma imitarle nella loro ricerca del bello e questo oltre i limiti già conosciuti di quello che ti piace oggi.
La bellezza si presenta alla nostra mente esclusivamente tramite i sensi che ci provano un godimento. Un opera d'arte, riconosciuta bella da persone del cui gusto ci fidiamo, ma che non ci piace ci rivela che probabilmente siamo noi non capaci di apprezzarla, e ci sprone a allargare la gamma delle nostre sensazioni, a non fidarci del primo impatto, a superare i pregiudizi, a provare di capire come mai piace ad altri.
La paura di misconoscere un futuro genio porta tanti critici ad elogiare tutto quello che appare nuovo - ma quante così dette novità sono per un osservatore attento il plagio mascherato di una vecchia ricetta estetica! - senza dimostrare un grande discernimento che ti fa spesso rimanere deluso. Ma la tua stessa delusione è un segno di intelligenza e di intuizione. Fa tesoro delle tue gioie e delle delusioni e cerca di capirne le ragioni.
Confronta le tue impressioni, le tue idee con altri. Non si dovrebbe mai andare al cinema, al teatro, visitare un museo, una mostra, da soli, ma con altri, per poter esternare le proprie idee : E' il migliore modo per precisarle e verificarne la validità. Col tempo, scoprirai progressivamente quali sono i tuoi personali criteri di bellezza.
Da tanti anni il mio criterio di bellezza è di una estrema semplicità e di un apparente ingenuità : un opera d'arte è bella se vorrei portarla a casa mia e vivere sempre in sua presenza. Significa che non corrisponde ad un piacere passeggero e superficialmente sensuale, ma ad un godimento che per poter durare deve essere pienamente umano, cioè elevare lo spirito quanto arricchire la mente e soddisfare l'occhio o l'orecchio.
Ultimamente mi sono accorto che questo criterio - peraltro sempre valido - ne nascondeva - o metteva in luce - un altro : un'opera veramente bella per me è quella - rarissima, il museo dei miei desideri ha poche stanze - dove intuisco il dolore incita in tutta creazione vera, il rischio preso dall'artista, il travaglio del parto di una estetica nuova. Una tale opera mi colpisce al punto di desiderare ardentemente - lo confesso - di rubarla per vivere con lei, ma lasciatala con pena, mi accorgo che non mi ha abbandonato e che ormai fa parte di me. Non è più godimento, e neppure nutrimento mentale e spirituale, è diventata carne della mia carne, spirito del mio spirito. Michel Pochet
Cos'è il bello?
"Perché troviamo bella una cosa? Perché troviamo bellissimo un'albero? O il cielo? O i visi? E non banali? Difatti esistono persone che trovano banale la realtà, e qualunque, che pensano che le opere d'arte siano più belle. Per me, la domanda non esiste più! Prima, andavo al Louvre e i quadri o le sculture mi davano una impressione sublime... Gli amavo nella misura nella quale mi davano più di quello che vedevo nella realtà. Gli trovavo belli e molto più belli della realtà stessa. Oggi, se vado al Louvre, non ce la faccio a non guardare le persone che guardano le opere d'arte. Il sublime oggi per me è nei visi più che nelle opere... Alberto Giacometti