Mario Pardi
IL DOLORE
Il dolore non è quello che nasce da una lacrima, bensì qualcosa di più profondo e significativo. Esso viene da un ricordo che ti lascia perplesso e pensieroso e nei momenti più complessi e improbabili ti risuona nella mente. Un tragico nodo in gola ti priva di speranza, mentre l’aspro sapore della tristezza ti suscita la voglia di essere libero da qualsiasi preoccupazione.
La vita ti appare più cupa e il desiderio di essere accolto in maniera angelica si estende infinitamente. Dare l’addio ad un miscuglio di pensieri, momenti, ricordi fa disperdere piccole gocce di una sostanza argentea e brillante come la rugiada chiamate lacrime. In esse sono contenute le più redditizie intenzioni sullo spirito di sopravvivenza che al suono di misere parole di delusione perdono la loro identità, la loro funzione e la ricchezza. E’ incredibile che queste sei lettere per comporre una parola possano bastare a travolgere il mondo sofferente e perseguitato in modo cosi malvagio e crudele. Solo la parola mette timore facendo scoppiare un grande odio per chi involontariamente lo provoca. Si forma cosi una guerra contro l’uomo stesso e improvvisamente si sente il sospiro di una soffocata dolce armonia e il singhiozzo di un’ormai finita speranza. Non è la morte l’elemento cruciale nell’insieme del dolore perché l’ultimo palpito di ciglia dona un felice futuro nell’indefinito paradiso, dove gli angeli diffondono un messaggio d’amicizia e di pace e finché sei in quel magnifico posto dorato e illuminato il dolore non spaventerà nemmeno l’ombra di un fragile volto. Questo indimenticabile paesaggio dove la bontà non ha mai fine non si può assolutamente paragonare ad un desiderio di un mondo in cui tutti profumano di uguaglianza, ma è sicuramente il lieto fine di un’intensa vita di difficoltà, gioie, dolori e amicizie. Il momento in cui dio ti chiama non bisogna piangere anche se l’immenso desiderio ti travolge il corpo. Quando ormai il corpo non emette più segnali di vita l’anima un po’ turbata dal fatto della disagevolità di quell’infinita leggerezza, si prepara ad affrontare la traversata tra il mondo e l’eterno. Oltre gli zaffiri lucenti, le stelle e la luna qualunque strada l’uomo attraverserà, qualcuno lo seguirà e la strada gli indicherà.
Alessandro Pardi