Bell'Amore
Dialogo
PROLOGO
Non c'è niente di più realmente artistico dell'amare gli uomini...Vincent Van Gogh
Quando questo dialogo avrà inizio non avrò idea dell'andamento che prenderà. Non avrò il tempo di prepararmi. Entrando nella sala a volta di quest'antica abbazia norbertina, vi incontrerò per la prima volta, e scoprirò chi siete troppo tardi per abituarmi sufficientemente a voi e per cambiare minimamente il corso delle idee e delle parole. Avrete tutte le età e la più giovane non avrà che sette anni. Che fareste al mio posto? Io, aprirò la bocca e parlerò, sorpreso io stesso dalle parole che le mie labbra lasceranno sfuggire, dapprima quasi a malincuore, come uno sbarramento dalle saracinesche mal messe. E la bocca parlerà dall'abbondanza del cuore, e il dialogo si annoderà e si snoderà secondo idee tumultuose, contraddittorie, contro verse - Lasciate che il flusso defluisca, che le acque si calmino, che il filo d'acqua chiara scorra di nuovo sul limo placato senza più intorbidirsi.
Ribollimenti di ricordi mal definiti, sentimenti indecifrabili. Amici che parlate in me e che io ascolto, ascoltateci. Non fate orecchio da mercante. Destate l'acqua che dorme. Griderò sui tetti parole che non ho ancora mormorato a nessun orecchio Eppure non si tratterà di una confessione. Ho orrore delle confessioni, anche voi, spero! Ma potrei tacere indefinitamente ciò che parla in me? Per molto tempo l'ho potuto, e per colmare il silenzio ho potuto affidare alla mia pittura qualche briciola inintelligibile. Ma perché si conserverebbe gelosamente un segreto se non perché si desidera che un giorno o l'altro venga divulgato? Le parole più dimenticate e più vuote affluiranno, quelle che nessuno oserebbe più pronunciare, perché sono screditate, irrise, prostituite. Lasciatemi rivelarle dolcemente. Che colui che non ha mai amato, che colui che non ha mai provato alcun sentimento mi scagli la prima pietra. Risalirò la corrente delle parole fino alle regioni da cui discendono. Silenzio donde la parola nasce, bellezza in stampo in cui si modella il mondo. Madre del Bell'Amore, ti rivelerò ai tuoi figli privati di amore e di bellezza. Vincerò la mia timidità. Dirò ciò che ho visto, ciò che so, ciò che credo. Voi mi seguirete nei miei eccessi, perché accetterete che il paradosso e la contraddizione non mi facciano paura. Il mondo che mi occupa e in cui vi attirerò avrà una dimensione in più, e visto con gli occhi della terra presenterà gli stessi paesaggi di volta in volta ripugnanti e ridenti, freddi e brucianti, dolci e taglienti. Che importa, se esiste, che sia diverso, poiché è così bello!
Se ti venisse in mente di fare una versione di Bell'Amore in una lingua diversa dal francese e dall'italiano, mi faresti un grande favore! Michel Pochet