Giovanni Avogadri


Angelus Novus
Langelo di S. Massimo
Remigava proprio di domenica
Sovrapensiero tra cielo e terra
Aggirandosi tra grigi bastioni guerreschi
E fuggendo da campanili nordici
Dopo aver annusato un sicuro naufragio
nellospedale vuoto
e aver snocciolato qualche lacrima di ricordo
dal proprio rosario personale
era inciampato sopra un semaforo rosso
ed ora stava sgranando gli occhi incredulo
di fronte alle colonne rosse di un ristorante alaskano
est nord sud ovest
poi di nuovo la mappa rovesciata sul sedile,
finchè li vide,
quei due fermarono il tempo ed il suo soliloquio:
li vide fumare e buttare la cicca dal marciapiede
Come se fossero su un palcoscenico,
erano due angeli magri
di qualche est di qualche continente;
ne sentì il freddo attraverso i giubbotti fuori stagione
e vide le mani allacciate
nel vuoto della città
che ora girava attorno a quel punto casuale,
vide lamore bruciare ancora
come una reliquia medievale
in una chiesa brutta,
come una candela elettrica
per il Cuore di Gesù .
Li benedisse con parole sue
E sorrise pure al verde del semaforo
Ostinati come siamo nel desiderio pensava
Ricominceremo a sognare il sogno di sempre,
il sogno dei sogni .
E le poesie prossime venture
le ascolteremo in albanese.