Stralci dell’esperienza artistica della scultrice

Ave Cerquetti


Ancora studentessa di scultura all'Accademia di Belle Arti a Roma mi trovai di fronte a un piccolo quadro di Rouault: era un volto di Gesù. Mi sono sentita attirata in un immediato rapporto con Lui. Ho capito l'importanza di fare arte sacra... quell'artista mi aveva dato Dio.

In quello stesso periodo andando a dipingere mi sembrò di cogliere nella creazione i caratteri di Dio Creatore e capii che tutto quello che era Suo doveva avere la Sua stessa impronta di Armonia, Unità, Bellezza. Nell'incontro con il Movimento dei focolari trovai quell'impronta di Dio fortissima: Gesù presente fra loro mi rivelò se stesso. Capii che anche nell'arte doveva essere così, dove degli artisti si fossero trovati insieme pronti a dare la vita l'uno per l'altro per meritare la Sua presenza tra loro.

Chiara Lubich costituì presto il "Centro Ave" nella Cittadella di Loppiano, vicino Firenze.

Ci dette il manifesto programmatico che sentimmo 'universale'. E' un brano di una meditazione che Chiara ha scritto davanti alla "Pietà" di Michelangelo, rivolta a Maria:

"Sazia questa sete di bellezza che il mondo sente; manda grandi artisti, ma plasma con essi grandi anime che, col loro splendore, avviino gli uomini verso il più bello fra i figli degli uomini: Gesù!"

Chiara ci fece guardare al silenzio di Maria, al suo vuoto, al suo nulla per aiutarci a cogliere "l'ispirazione" come vita dello Spirito Santo in noi. Ci siamo ritrovate in una forma essenziale, dove ogni particolare si perde nell'altro, come nella vita, per concorrere all'unità dell’ insieme "Dare Dio - ci diceva Chiara - attraverso il bello!".

Accogliamo così l'ispirazione non più come ricerca travagliata della forma ma ricerca del contenuto stesso che prevale sulla materia che a volte potrebbe esserci anche di ostacolo. L'ispirazione allora anima la materia dando vita alla forma con un contenuto tutto nuovo: Dio.
E l'opera si rivela - secondo i critici - con chiarezza, essenzialità e ricchezza.

Il Centro Ave è andato via via strutturandosi in più di trent’ anni con i suoi studi d'arte: scultura, pittura, architettura, design e grafica. Lavoriamo per ristrutturazioni, progetti di nuove chiese e cappelle, di edifici privati, sia in Italia che all'estero. In questo periodo siamo in sei ed altri artisti collaborano con noi.

E' in questa unità che troviamo la libertà di espressione, ognuna nel proprio ambito, nel proprio studio, presentando l'ispirazione, felici che possa prendere corpo con l'arricchimento di ognuna. E' un gioco d'amore fatto di delicatezza, ora di parole, ora di silenzio, che accresce sempre più la sensibilità a cogliere quell’armonia che viene dal rapporto tra tutti.

Nell' ultimo periodo abbiamo lavorato per una nuova chiesa in Portogallo. Il pannello in tecnica mista (per il fonte antico) è un vero e proprio grande quadro di 1 metro, alto 6 metri. L'ispirazione è venuta a Dina, pittrice, in un momento che ha potuto dedicare al suo lavoro dopo avermi aiutato nel mio per una consegna urgente. Il bozzetto è stato accolto con gioia da tutte. E questo, spostando il proprio lavoro o la propria ispirazione per amare quella dell'altra, ci porta a dei risultati che vanno al di là di noi.

Il progetto per una nuova chiesa della Diocesi di Milano, che ha vinto il concorso, è di ispirazione dell'équipe di progettazione presente in quel momento. Il progetto è stato approvato e scelto 'a voce di popolo'.

La stessa cosa si può dire per l'altare scultoreo e gli altri pezzi liturgici del Santuario di Santa Rita a Torino. Il parroco che aveva avuto modo di conoscere il nostro lavoro ci ha aperto le porte anche di questa Diocesi, cosicché subito dopo, altri tre sacerdoti di Torino si sono rivolti a noi per le loro chiese. Le realizzazioni, molto apprezzate, sono state frutto di questa unità tra noi.

Per la realizzazione di una scultura del Risorto alta 3 metri e 40 per una 
chiesa in Portogallo richiestaci, in bronzo, di urgenza come condizione, è stata un'esperienza molto forte, perché le componenti dell’équipe erano tutte preoccupate della mia salute per il ritmo intenso di lavoro. Allora tutte hanno contribuito nel portare avanti l’opera.

La scultura del Risorto è venuta fuori in una 'vigilanza collettiva', in tempi straordinari.

Naturalmente non mancano mai le difficoltà anche tecniche, ma Gesù Abbandonato e Crocefisso è la nostra forza, e sovente, nell'attesa dell'ispirazione, l'incontro con Lui è Vita, è fonte continua di nuova Luce, come di sorprendenti ispirazioni, è morte e risurrezione nello stesso momento. E nell'azione e contemplazione è gioia sempre nuova!

Ci sembra di capire che Gesù in mezzo agli artisti dà forma all'ispirazione. Cioè l'ispirazione è personale, ma tutte partecipiamo di questa ispirazione per Gesù in mezzo a noi e Gesù è anche in ognuno, e ognuno può parlare perché è lui.

Una conferma, tra le tante, la lettera di un giovane che sta preparando la sua tesi in storia dell'arte sul Centro Ave.
Dopo aver dato i suoi apprezzamenti sulla chiesa di Montevarchi, che è stata fatta nella sua totalità da noi, conclude dicendo: "... A volte si vedono lavori d'équipe, ma difficilmente si realizzano opere con tale armonia, perché alla fine ognuno esegue un pezzettino di lavoro, tentando, nel migliore dei casi, di 'omogeneizzarlo' con gli altri: varie mani che lavorano assieme. Ma qui le mani sembrano tutte dello stesso

Il Centro Ave (tesi di laurea di Stefano Masetti)