|
Ai lettori
Conoscere Giordani – la sua vita, il pensiero, l'anima – è scoprire un uomo che affascina. Ma conoscerlo davvero, a fondo, non sempre è impresa semplice: tanto egli è molteplice di esperienze e di vette, intenso di ritmi mentali (come scrittore, giornalista, apologeta) e spirituali (per ascetica e tensioni mistiche); denso di livelli in profondità e in altezza; tanto è complesso e – si direbbe – paradossale di lotte e di mitezza, di fede nella ragione e di fede nella Fede, di eroismo – civile e interiore – e di umiltà e riservatezza; tanto arde – è fuoco – d'amore per l'uomo e per Dio, per lo Stato e per la Chiesa. Chi lo studia, lo scopre impegnato allo spasimo sempre in grandi battaglie ideali, ma concrete – libertà, pace, giustizia sociale, moralità politica – in precise situazioni e fasi della storia italiana, europea, mondiale. Lo scopre nello spendersi tutto a cercare in sé e a profetizzare la “diserzione dal mediocre” come legge normale del seguace della Croce, a vivere e proporre – senza alcun rivendicazionismo – il pieno essere Chiesa del cristiano laico e il suo radicale sacerdozio regale.
Lo studiarlo per intero ci aiuta anche a non ridurlo a un'immagine oleografica, da incorniciare o chiudere in una nicchia. E' stato un uomo sempre presente al suo tempo con intelligenza e ardore, e non sempre è stato compreso e accettato. Ha percorso itinerari progressivi, sia nella vita sociale sia nel profondo dell'anima. Da posizioni di polemiche anche dure e che richiedevano molto coraggio (come sotto la dittatura) e da scontri con avversari politici in democrazia o dottrinali in religione, ha camminato verso il dialogo e l'amore. Dall'atteggiamento di un impegno ascetico fortissimo, ma individualistico, è passato ad aprirsi nella comunione della spiritualità dell'unità. Ha conosciuto momenti di fama nel campo della cultura e della Chiesa italiana e universale, ma ha patito anche i suoi bui interiori e le angosce fino alle lagrime. Ha scritto pagine spalancate sui significati altissimi della storia dell'umanità e pagine intime del suo palpitare quotidiano: il Diario di fuoco, da gustare goccia a goccia se vogliamo scoprirlo come uomo vero, con le sue aspirazioni tentazioni, delusioni e vittorie. Un uomo vivo.
Un uomo proteso al di là del rassegnato presente e capace di profetizzare – e anticipare col proprio vivere – tempi nuovi in tutto l'umano, per un più di ragione e di amore; in politica, per una sua animazione più evangelica e per un respiro di mondialità; in religione, per il dialogo, per il crescere del laico-chiesa, per la santità dei coniugati.
L'ho conosciuto in alcuni suoi scritti fin dalla mia giovinezza. L'ho trattato poi per anni abbastanza lunghi. Ma devo confessarmi con voi, amici lettori – mi sono accorto che ero rimasto all'ammirazione, alla venerazione: pur guardando a lui come modello vitale, m'ero fermato in superficie.
Solo dopo, quando sono stato impegnato a studiarlo Per raccontarlo, mi sono tuffato nella miniera senza fine dei documenti leggibili – libri, giornali, dattiloscritti, manoscritti – delle sue vicende più private e delle pieghe più riposte del suo interno, nelle diverse fasi della sua lunga vita. E allora ho cominciato ad andare discoperta in scoperta, marciando verso il cuore di questa personalità dallo spessore non comune.
Tra le prime scoperte? 1925: Vaussard da Parigine ammira la “véhémence” libertaria, per Gobetti è “voce nuova” tra i cattolici già scrive di “uníone delle chiese” (v. infra, pp. 40, 95, 148). La fine delle scoperte? Ancora non c'è. Lo si va studiando oggi, da circa dieci anni, sempre di più dagli esperti nel campo della storia civile,, lo si comincia appena a studiare dagli esperti nel campo del pensiero politico-sociale; lo si deve ancora affrontare nel campo del pensiero religioso ed ecclesiale.
Questo mio libretto tenta di colmare qualche lacuna. Devo subito precisare che qui trovate non una biografia, ma solo un contributo per una biografia.
Il lavoro è stato sollecitato dalle richieste pervenute specialmente per le celebrazioni del centenario della sua nascita: ne sono stato stimolato ad utilizzare quanto in questi anni sono andato scrivendo – fin dal maggio 1980 – in articoli, saggi introduzioni a libri suoi e dì altri su di lui (v. infra, p. 189). Ho riletto con occhio critico, rielaborato, arricchito, coordinato quanto già pubblicato. Ho scritto parti del tutto nuove per periodi e aspetti non ancora trattati, sperando di dare così di lui un profilo più completo: a tal fine mi sono avvalso di parte del materiale già approntato per la biografia documentata (che si trova a buon punto di elaborazione e che probabdinente s'intitolerà Il primo Giordani).
Ho tenuto naturalmente presente anche la recente letteratura su di lui, a cominciare dalla biografia di Robertson e da scritti di De Rosa e Malgeri; vi sono compresigli studi dei docenti universitari Casella e Vasale e dei giovani studiosi Francesca Giordano e D'Alessandro, tutti autori con i quali da tempo mi trovo a far ricerche in una reciprocità di informazioni e suggerimenti per aumentare insieme le conoscenze su Giordani.
E’ sembrato più che opportuno, all'editore e a me, concludere con quanto la stessa Chiara Lubich dice della sua dimensione più profonda.
Nel volume, che si apre con una cronologia essenziale della vita di Giordani, è stata inserita un'appendice bibliografica: sui suoi libri, offrendone un elenco completo e – c'e da sperare – preciso; su opuscoli e saggi, con criterio deliberatamente selettivo; intorno alla letteratura su di lui, limitandoci anche qui nella scelta, Ciò che non si è neppure tentato di iniziare è l'elencazione dei suoi articoli su giornali e periodici, sia perché la ricerca, veramente difficoltosa, è ancora molto incompleta, sia perché già i titoli reperiti sono alcune migliaia.
Il lavoro è stato possibile per la preziosa collaborazione di Rita Muccio e Carla Bozzani, che con me curano il Centro “Igino Giordani” e relativo archivio (AIG), in cui si conservano le carte stampate e non – del nostro Amico.
Nonostante l'impegno e gli aiuti. troverete omissioni, alcune ripetizioni ora storia ora cronaca, pagine più curate e pagine meno: mi affido alla vostra benevolenza. Ma posso assicurarvi che è veramente difficile dire tutto di lui e, quel che si dice, dirlo all'altezza ch'egli merita. Ad ogni modo, sarà sufficiente premio al mio lavoro pensare che esso potrà essere di stimolo almeno per alcuni di voi a cercare un contatto personale con Giordani, andando ad incontrarlo direttamente in qualche suo libro disponibile.
Con l'augurio di sentirlo, anche attraverso queste mie pagine, vivo a fianco a noi.
Descrizioni:
E libro si inserisce nella letteratura, ormai in crescita, su Igino Giordani (1894-1980) con alcune novità. Nel prendere atto del cammino percorso nella conoscenza di questo ricco personaggio, l'autore precisa, talvolta, e colma qualche vuoto. Esplora nuovi aspetti - qualificanti al massimo di colui che la critica va scoprendo come uno dei più vigorosi attori di eventi civili ed ecclesiali caratterizzanti il cuore del secolo XX, e protesi anche oltre. Traccia rapidi ma essenziali scorci delle varie fasi del suo impegno civile: testimonianza densa di libertà in diverse esperienze politiche dagli anni '20 agli anni '50, presenza culturale feconda e originalissima come scrittore e giornalista per oltre un sessantennio. Analizza l'itinerario di laico attivo nella Chiesa con un esserci - per azione e pensiero - da anticipatore di molte realtà conciliari, e come "confondatore" del Movimento dei Focolari. Cerca di delineare anche la figura del Giordani intellettuale, proponendo una chiave interpretativa del suo pensiero. Si avventura nello scandagliare le vie segrete del suo viaggio dell'anima.
Ne risulta un personaggio di reale interesse per l'uomo di oggi, al quale vengono indicate anche vie ed energie per capire e vivere attivamente tempi che si rinnovano.
|